Costruire un mondo più giusto, a che punto siamo?

A fine 2015 sapremo se in 15 anni siamo riusciti a rendere il mondo un posto migliore. Il prossimo dicembre scade infatti il conto alla rovescia per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio, gli otto traguardi che nel 2000 si sono dati i 191 stati membri dell’Onu.

Gli obiettivi di sviluppo del millennio. Le Nazioni unite si sono impegnate a: sradicare la povertà estrema e la fame; rendere universale l’istruzione primaria; promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l’Aids, la malaria e altre malattie; garantire la sostenibilità ambientale; sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.

I miglioramenti ottenuti. Qualcosa è cambiato in questi 15 anni ma i risultati raggiunti sono ben al di sotto delle aspettative. La fame continua a diminuire. La percentuale di persone denutrite è scesa dal 24% degli anni ‘90 al 14% del 2011-2013, ma difficilmente si otterrà il dimezzamento sperato. Si è ridotta anche la malnutrizione infantile, passata dal 40% al 25% (restano 162 milioni di bambini malnutriti). Parallelamente si è dimezzata la mortalità infantile ed è migliorata l’istruzione dei minori: oggi va a scuola il 90% dei bambini contro l’83% del 2000.

I successi in campo medico. Ci sono stati progressi significativi anche in campo sanitario: 3,3 milioni di vite sono state salvate in 12 anni grazie alla lotta alla malaria; 22 milioni di persone sono scampare alla Tbc e 6,6 milioni di persone con l’uso di antiretrovirali sono scampate all’Aids. È inoltre migliorato l’accesso ai servizi igienico sanitari per 2 miliardi di persone (ma ce n’è un altro miliardo che ne resta ancora escluso) e si è ridotta la mortalità per parto, sebbene non si debba dimenticare che nel 2013 quasi 300mila donne sono morte dando alla luce i propri figli.

La parità di genere. Il risultato migliore è stato messo a segno nelle scuole, dove sembra praticamente scomparsa la disparità di genere. Al contempo è migliorata anche la presenza femminile nella politica. Restano però ancora 46 Paesi nei quali non figura alcuna parlamentare donna.

I Paesi in via di sviluppo e l’ambiente. Nonostante l’assistenza in crescita, rimane elevato il debito nei Paesi in via di sviluppo. E peggiora decisamente la tutela dell’ambiente, a causa dell’aumento delle emissioni di anidride carbonica e della crescente deforestazione.

Il prossimo appuntamento. Manca un anno esatto alla “resa dei conti”. Tra dodici mesi verranno tirate le somme e il mondo intero saprà quali Obiettivi sono stati raggiunti e quali mancati. Ciò che conta è che governi, parlamenti, organizzazioni internazionali, associazioni, ong, società civile e ognuno di noi nel suo piccolo faccia il possibile affinché ogni “fallimento” che sarà stato registrato sulla strada per il raggiungimento di questi traguardi non rappresenti una battuta d’arresto ma un nuovo punto di partenza. Da cui iniziare a costruire, tutti insieme, con un impegno condiviso, un mondo più equo.

Fonti:
United Nations: Millennium Development Report 2014 (Documento Pdf)
ONU Italia: Obiettivi di Sviluppo del Millennio: A che punto siamo?

Blogger: 
Jennifer Zocchi
19 Gennaio 2015