Un mondo arancione per dire no alla violenza sulle donne

Da Est a Ovest, da Nuova Delhi a New York, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne il mondo si unisce e si tinge di arancione per dire no a soprusi e vessazioni.

“Orange your Neighbourhood”. Colora di arancione la tua casa, il tuo ufficio, la tua macchina o l’autobus con cui ti muovi, la biblioteca che frequenti e il pianerottolo che condividi con i tuoi vicini. Questo il messaggio che Un Women, l’ente delle Nazioni unite che lavora per favorire il processo di crescita e lo sviluppo della condizione delle donne e della loro partecipazione pubblica, ha voluto lanciare in occasione del 25 novembre.

Tante le iniziative in programma: mobilitazioni, assemblee, dibattiti, manifestazioni da Mexico City al Kosovo, dalla Cambogia alla Striscia di Gaza. A New York la municipalità firmerà un memorandum d’intesa con Un Women, segnando ufficialmente l’inizio di 16 giorni di attivismo capillare per porre fine alla violenza di genere. Sedici giorni che porteranno direttamente al 10 dicembre, la Giornata mondiale dei diritti umani. Anche il Palazzo di Vetro dell’Onu si tingerà di arancione all’unisono con l’Empire State Building.
La violenza contro le donne è una piaga trasversale che supera censo e istruzione, confini geografici e livelli di sviluppo. L’Empire arancione è un faro per il mondo”, ha spiegato la direttrice esecutiva di Un Women Phumzile Mlambo-Nguka nel corso della cerimonia di presentazione dell’evento. Per l’occasione è stato mostrato il video creato da Erik Ravelo per Fabrica e United Colors of Benetton che mostra una ragazza “lapidata” con petali di fiori. Un messaggio poetico che richiamare l’attenzione sulla necessità di porre fine a ogni tipo di vessazione, fornendo ognuno il proprio contributo.

Il contributo degli uomini. A questo proposito, a essere coinvolti nelle iniziative di oggi e dei prossimi giorni saranno anche molti uomini. La campagna “He for She”, ossia “Lui per Lei” presenterà la sua nuova testimonial. Dopo l’attrice Emma Watson sarà la volta di Teri Hatcher, resa celebre dal suo ruolo nella serie  “Casalinghe Disperate”. Hatcher, ha sottolineato Mlambo-Nguka, è stata scelta perché “ha subito a una violenza sessuale e ha avuto il coraggio di parlarne”, aiutando ad abbattere quel muro di silenzio che ancora oggi, troppo spesso, circonda le vittime di prevaricazioni, soprusi e maltrattamenti.

Blogger: 
Jennifer Zocchi
25 Novembre 2014